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Prima impostazione: Recycling
La prima maschera è relativa alla gestione delle politiche di riciclaggio del worker process.
E' probabilmente il punto più importante, perché permette di impostare un numero di richieste oppure un numero di minuti dopo le quali scaricare la memoria. Molto più utile la prima, che permette effettivamente di alleggerire il carico dopo aver soddisfatto un numero specifico di richieste, che la seconda, che è qualcosa di più empirico, perché basato sullo scorrere del tempo: per assurdo potrei avere 10 minuti senza richieste, ma averne 100 mila in 5 minuti, nel secondo caso non farebbe nessuna differenza.
Molto interessante anche la possibilità di effettuare il riciclaggio ad orari fissati, che può tornare utile in scenari quali siti ad alto carico, che così possono scaricare la memoria ogni giorno, durante le ore notturne, e quindi rendere più stabile l'application pool e quindi il server stesso, ma anche in siti instabili, che così possono essere tamponati, in attesa di sistemarne il codice.
Ultima possibilità è quella relativa alla memoria massima che il sistema permette di allocare per ogni singolo worker process, che permette di mettere un tetto limite al consumo che un application pool e quindi i worker process che girano all'interno possono effettuare. Questa impostazione è utile sia per le pagine ASP, che tendono a consumare risorse se non opportunamente create, sia per quelle ASP.NET dopo l'utilizzo massiccio dei meccanismi nativi di Caching può portare a consumare molta RAM, ma è più in generale utile anche per limitare l'impatto che le variabili Session possono avere su un web server.

Seconda impostazione: Performance
Se la prima maschera è relativa alle politiche con il cui il worker process (o i worker process) dell'application pool deve essere riciclato, la seconda è relativa alle performance che l'application pool deve garantire.
In realtà anche attraverso questa maschera andremo ad impostare delle politiche sul riciclaggio del processo, ma questa volta agendo sulle performance minime o meglio sul consumo massimo di risorse che W3SVC può concedere allo stesso.
Particolarmente utile è la caratteristica di scaricare il processo se lo stesso rimane in attesa per più di un numero specificato di minuti, così come il numero massimo di richieste nella queue, ovvero nella coda, in attesa di essere eseguite.
Sono entrambi segni, infatti, di un'applicazione che non gode di ottima salute?
E' poi possibile limitare la CPU massima che un'applicazione può occupare, caratteristica molto utile in ambiente di hosting, ed impostare il numero di worker process associati all'application pool, cosa che permette di implementare una web garden, come spiegato qualche paragrafo in alto. Il valore di default è ovviamente 1, ma impostando questo valore su un numero differente vi ritroverete, aprendo il Task Manager, n istanze memoria pari al numero che avete appena specificato.

Terza impostazione: Health
La terza maschera si riferisce invece alla salute dell'application pool e dei worker process associati.
In parole povere si tratta della possibilità di impostare alcuni parametri che serviranno per tenere in buona salute i worker process associati.
Si parte dal numero massimo di crash che in un lasso di tempo il worker process può avere, fino al timeout in fase di startup e shutdown: tutti segnali che probabilmente qualcosa non funziona a dovere e che con questa maschera potete tenere sotto controllo per evitare ulteriori guai.

Quarta impostazione: Identity
Dallo screenshot potrebbe sembrare la maschera meno importante, in realtà è tra le opzioni più utili, perché permette di associare un utente all'application pool e quindi al worker process.
Di default è presente un nuovo utente, Network Service , con privilegi bassi, per evitare che uno script possa compiere operazioni potenzialmente dannose per il server.
Ciò che risulta interessante è lo stretto connubio che questa impostazione ha con il worker process di ASP.NET.
Se non gira in emulazione IIS5 ma in ambiente nativo IIS 6 il file machine.config di ASP.NET viene totalmente ignorato per quanto riguarda la configurazione delle impostazioni che abbiamo analizzato finora. Molte di queste funzionalità, infatti, sono già utilizzabili relativamente al solo worker process ASP.NET, anche in ambiente IIS 5 nativo, ma assumono un valore nettamente più significativo se applicato all'intero web server, in quanto permettono di avere un controllo assoluto su ciò che l'applicazione sta effettuando da un punto di vista decisamente privilegiato quale è quello che il web server è in grado di garantirsi.
Dunque con questa impostazione anche ASP.NET utilizzerà l'utente specificato per l'accesso al file system ed alle risorse del sistema. Questo rappresenta una soluzione migliore dell'uso della cosiddetta impersonation , perché permette di gestire più facilmente il paradigma "un utente per sito", con relativi privilegi, alla base di un sistema di hosting basta su Windows Server System che voglia definirsi quanto meno decente.
Ovviamente bisognerà tenere a mente che una volta selezionato un utente in questa maschera, si dovrà poi provvedere a specificare in maniera corrispondente i permessi di accesso sul file system, eventualmente anche in scrittura, per i files su cui andrà lavorare, oltre che eventualmente creare un accesso a SQL Server qualora si utilizzi la trusted authentication .

Conclusioni
Sugli application pool non si trova molta documentazione, ma anche grazie al nuovo metabase di IIS 6, completamente basato su XML, questa caratteristica a mio modo di vedere finisce con il rivistire un'importanza senza dubbio primaria nell'ambito delle nuove caratteristiche di IIS 6.
Questo articolo ha quindi lo scopo di mettervi a conoscenza delle nuove ed utilissime possibilità che IIS 6 offre a chi ogni giorno si occupa sì di sviluppo web, ma anche di amministrazione.
L'augurio è di instaurare subito un ottimo rapporto con il prodotto, perché è senza dubbio tra i migliori web server attualmente in circolazione, in grado di garantire flessibilità nella configurazione, ma anche sicurezza ed affidabilità nell'uso quotidiano.
Approfondimenti
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