Un primo sguardo a Windows Longhorn: Avalon e XAML

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La prossima versione di Windows, nota come Longhorn , promette di cambiare radicalmente il modo in cui gli utenti interagiscono con il sistema operativo, arrivando a rendere il passaggio dalle attuali versioni a quest'ultima, ancora più epocale e sensazionale di quello che ha portato gli utenti dal vecchio DOS a Windows 95.

Le componenti in gioco sono tantissime e riguardano per la maggior parte la nuova interfaccia grafica di cui Longhorn sarà dotato, che insieme ai nuovi servizi renderà l'attuale modo di sfruttare il computer e di trattare le informazioni davvero obsoleto.

Prima di addentrarci nello specifico della creazione di applicazioni per Longhorn, è consigliabile, per fare il punto della situazione, spiegare in maniera veloce i pezzi fondamentali su cui si baserà il prossimo sistema operativo di Microsoft destinato al mondo consumer.

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Le componenti principali di Longhorn

Se Windows 2000 ha come build number 5.0, XP 5.1 e Windows Server 2003 5.2, Longhorn sfoggia un bel 6.0 e la ragione è presto detta: pur derivando sempre da Windows 2000, la sua architettura è completamente differente e sposa in pieno il paradigma del tutto managed introdotta con il .NET Framework, che è praticamente inscindibile da Longhorn. Insomma, il recente futuro ha dimostrato che i computer ormai sono connessi praticamente sempre ad Internet, che rappresenta una fonte insicura di dati, per cui ci si trova sempre più spesso a contatto con programmi che contengono bug o permettono questa o quell'altra operazione. Il vantaggio di girare all'interno di un contenitore che gestisca la memoria ed i criteri di accesso alle risorse, tra le altre cose, permette di concentrarsi maggiormente sulle funzionalità del programma, senza per questo dover rinunciare a componenti importantissime, come la sicurezza, che però sono garantite già dall'ambiente in cui queste applicazioni vengono eseguite.

Detta così il vantaggio di Longhorn sembrerebbe qualcosa di limitativo e teso a rendere meno "creativo" un programmatore, ma in realtà si tratta di una prima svolta di non poco conto, perché come tutti ben sapranno lo sviluppo basato sul .NET Framework già oggi permette un deployment semplicissimo, sfruttando l' XCOPY , operazione possibile non solo per ASP.NET, ma più in generale per tutte le applicazioni che sfruttino il .NET Framework. Questo vuol dire anche e soprattutto che non ci sono più DLL da registrare o conflitti tra varie versioni delle stesse.

Tutto questo unito alla nuova caratteristica di Whidbey (la prossima versione del .NET Framework, la 2.0) nota come ClickOnce , che con Longhorn sarà implementata in maniera totale, rende davvero semplicissimo installare ed aggiornare un'applicazione desktop, capace quindi di girare sia online che offline, rendendo di fatto il grosso vantaggio delle applicazioni web, possibile anche per le applicazioni desktop. Torneremo più in là su ClickOnce, perché l'argomento è certamente interessante e merita un approfondimento.

Quanto all'analisi di Longhorn, i pezzi chiave su cui poggia sono essenzialmente questi:

  • WinFS : nome in codice per il nuovo sistema di storage intelligente, basato su una versione ad-hoc di SQL Server Yukon, e che grazie all'uso di XML è in grado di recuperare le informazioni dal disco fisso e mostrarle aggregate secondo certi criteri. Interessantissimo ma non ancora funzionante al 100% nelle attuali build, permette di disseminare i files sul proprio disco fisso e di mostrarli insieme in una visualizzazione logica (da tenere presente che Longhorn è progettato per dischi fissi da un terabyte di dati come standard, quando uscirà, nel 2007 circa). Ad esempio sarà possibile visualizzare un contatto nella nostra rubrica e vedere automaticamente le ultime e-mail scambiate, i documenti su cui stiamo lavorando, le sessioni di messenger, etc.
  • Avalon : la vera novità di Longhorn, la nuova interfaccia su cui si baseranno le applicazioni. E' la parte più importante, ed almeno in questo frangente quella più avanzata come sviluppo, e sarà quella su cui ci soffermeremo maggiormente. Particolarmente interessante è XAML (eXtensible Markup Language), che probabilmente molto presto sarà ribattezzato come Windows Markup Language, tanto per rendere l'idea di cosa fa esattamente.
  • Aero : l'interfaccia che non è ancora stata resa pubblica e che in pratica sarà la nuova veste di Longhorn. Nelle attuali build il desktop è ancora molto simile ad XP, ma nel prossimo futuro saremo di fronte ad un'interfaccia 3D che non ha eguali tra quelle attualmente esistenti.
  • Indigo : lo strato di comunicazione (a 360°) che riunirà in un solo "pacchetto" web service, remoting, code di messaggi e tutto quello che vuol dire comunicazione. Come nel caso di altri pezzi dell'architettura di Longhorn, anche questo è completamente basato su XML. Come vedremo non appena scenderemo nel dettaglio, è parte importantissima perché è la via con cui dare vita alle applicazioni basate su Avalon.
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